CENTRO DI RICERCA PER LO STUDIO DEL PENSIERO MERIDIONALISTICO

Sulle orme del lungo Ottocento meridionale

Accettura

La storia

Le origini di Accettura risalgono alla Magna Grecia, quando il paese veniva indicato con il nome latino di “Acceptura”. Il paese sarebbe sorto nel V secolo a.C., ma le prime testimonianze sono relative ad una bolla vescovile del 1060.

Distrutta da un incendio, con una disposizione del 1272 Carlo d’Angiò ne predispose la ricostruzione. Da allora fino all’eversione della feudalità, Accettura appartenne a diverse famiglie feudatarie; fra queste ricordiamo le famiglie Bozzano, Carafa, Colonna e Spinelli.

All’indomani dell’unificazione, Accettura sarà sfiorata dal fenomeno del brigantaggio, quando il 12 novembre 1861, dopo aver preso la vicina Cirigliano, le truppe guidate da Carmine Crocco e José Borjes si accamparono presso il paese, prima di proseguire la loro avanzata verso Grassano.

La Chiesa dell’Annunziata

Una delle chiese più interessanti presti ad Accettura è sicuramente la chiesa dell’Annunziata, in stile barocco, ricostruita su un edificio preesistente. Ad oggi, pur avendo subito diversi interventi di restauro, la chiesa pare essere simile all’originaria. All’interno è di notevole importanza una tela raffigurante l’annunciazione, di autore ignoto, posta sull’altare maggiore. Interessante è anche la statua della Madonna in trono, esposta nella chiesa già nel corso del XVI secolo, come si evince dalla relazione della visita pastorale stilata dal vescovo di Tricarico circa il viaggio compiuto tra il 30 novembre e il 5 dicembre del 1588. Nel corso dei secoli la statua è stata soggetta a numerosi interventi di restauro, l’ultimo dei quali compiuto all’indomani del sisma del 1980: quest’ultimo intervento ha riportato alla luce tre diverse stratificazioni.

La Chiesa di San Nicola

La chiesa madre, dedicata a San Nicola, era esistente già nel 1588. L’edificio si presenta a tre navate: quella centrale più larga e più alta rispetto alle due laterali, divise a loro volta in tre campate. Annesso alla chiesa è anche un campanile, che si colloca alle spalle della chiesa, presso il vecchio ingresso. Al di sotto della chiesa esiste una tomba vuota appartenuta ad una confraternita; nella navata sinistra, invece, è presenta una tomba che conduce a dei locali sotterranei, che fungevano, fino al 1830, da cimiteri comuni. All’interno dell’edificio è presente un interessante crocifisso ligneo del XV secolo, di autore di scuola napoletana; interessanti sono anche le statue lignee di Sant’Antonio Abate, San Giuliano, Santa Filomeno e San Pasquale.

La Chiesa di Sant’Antonio

La chiesa di Sant’Antonio risale al 1585, epoca della costruzione del convento francescano, a cui era annessa. Sul lato destro dell’ingresso è presente un campanile, dotato di quattro coperture ad arco. L’interno è ad un sola navata.

La festa del Maggio

Accettura è il paese simbolo dei “riti arborei” che si celebrano in Basilicata: nei giorni centrali della festa, dal sabato precedente la Pentecoste al martedì successivo, ad Accettura il tempo si ferma e si rivive la magia millenaria della festa che, anno dopo anno, si ripete nel rito propiziatorio in onore del santo patrono, San Giuliano. La festa consiste nelle “nozze” tra un tronco – lo sposo – e una cima – la sposa – che sono innestati ed alzati al cielo in un’unione simbolica. Prima di congiungersi e convolare a nozze, i due futuri “sposi” procedono separatamente, accompagnati dai rispettivi cortei. Una volta raggiunto l’anfiteatro, in largo San Vito, il rito nuziale viene portato a compimento: la cima viene innestata sul maggio e insieme sono innalzati. Nel frattempo nelle vie del paese scorre la processione del Santo patrono, San Giuliano.

http://www.ilmaggiodiaccettura.it/

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