CENTRO DI RICERCA PER LO STUDIO DEL PENSIERO MERIDIONALISTICO

Sulle orme del lungo Ottocento meridionale

Grassano

La storia

Il paese di Grassano, la cui origine etimologica è di derivazione romana e significa “terra fertile”, sorge sulla via Appia antica e la sua storia è legata all’Ordine dei Cavalieri di Malta. Il centro abitato di Grassano, infatti, è uno degli esempi più importanti di insediamento urbano edificato da questo ordine. La “commenda di Grassano” risulta essere, inoltre, la più ricca della Basilicata: da essa dipendevano ben 19 Grancie (così erano chiamate le fattorie appartenenti ad enti o ad ordini religiosi), site tra Puglia e Basilicata.

I Cavalieri di Malta furono per secoli padroni dell’abitato, sino alla promulgazione nel 1810 di una legge che sopprimeva le corporazioni di non interesse sociale. Con la soppressione della “commenda” il paese decadde profondamente.

All’indomani dell’Unità il paese fu uno dei centri della guerra del brigantaggio: le formazioni guidate da Crocco e Borjes il 14 novembre 1861 si attestarono sulle alture del paese, dove furono attaccati da reparti militari dell’esercito, dai quali riuscirono a liberarsi soltanto l’indomani, quando le bande si diressero verso San Chirico.

Durante il periodo fascista Grassano fu il primo paese in cui fu confinato l’intellettuale antifascista Carlo Levi. Lo scrittore giunse a Grassano il 3 agosto 1935; vi rimase solo un mese, in quanto già il 30 agosto il prefetto predispose il trasferimento di Levi ad Aliano, un comune più isolato.

La Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa madre di Grassano, dedicata a San Giovanni Battista, è situata nel punto più alto del paese ed era in origine una cappella del ben più ampio castello di proprietà del Commendatore di Grassano. Non vi sono notizie certe circa la sua fondazione, anche se viene già citata nella visita pastorale del vescovo di Tricarico nel 1588. La facciata principale presenta un portale in mattoni e due entrate laterali; sulla sinistra, in adiacenza sul lato sud, svetta il campanile. La chiesa, che ha subito nel corso dei secoli vari interventi di riammodernamento e di restauro, è strutturata su tre navate, la cui principale si prolunga nel presbitero, che si eleva di due gradini e termina con il coro. L’interno della chiesa è caratterizzato da fregi di matrice barocca, che rimarcano gli archi, i pilastri e la struttura della cupola. Lungo le navate laterali sono presenti una serie di altari secondari risalenti al XIX secolo con rivestimenti marmorei; in marmo policromo è anche l’altare maggiore. All’interno si conserva un organo settecentesco ancora funzionante e una scultura lignea raffigurante il santo patrono di Grassano, Sant’Innocenzo.

La Chiesa della Madonna della Neve

Di particolare interesse è anche la Chiesa della Madonna della Neve, situata lungo la via Appia. Nel suo impianto originario è precedente al 1588 ed ha un impianto barocco su preesistente struttura romanica. La facciata e il campanile, che si sviluppa su tre livelli e termina con una struttura a cipolla, sono completamente intonacati. L’interno è caratterizzato da una navata centrale ed una navata laterale, separate da tre arcate; tra i suoi arredi conserva un settecentesco quadro di scuola napoletana e una acquasantiera seicentesca posta all’entrata.

La Chiesa di Santa Maria del Carmine

Le prime notizie certe riguardanti il convento di Santa Maria del Carmine risalgono al 1612. La chiesa si presenta con due navate ed è affiancata ad un campanile costruito agli inizi del Novecento. Al suo interno sono conservate delle prestigiose tele del Seicento e del Settecento, oltre ad alcune pregevoli affreschi e ad una Via Crucis di Domenico Guarino. Nel piccolo chiostro conventuale settecentesco e nell’antico refettorio sono conservati due affreschi raffiguranti le nozze di Cana e l’Ultima Cena, entrambe risalenti al XVIII secolo.

Il Palazzo Materi

Tra i principali palazzi settecenteschi di Grassano va certamente ricordato il Palazzo Materi, attualmente sede del municipio. La sua edificazione si pone tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Residenza dei Materi, una delle più importanti famiglie lucane, nel corso del XX secolo fu residenza ella famiglia Vitale, alla quale si deve la donazione di vari arredi e suppellettili che hanno permesso di ricostruire l’appartamento come era nel XIX secolo.

L’edificio conta tre piani; la facciata presenta degli elementi sia barocchi che neoclassici e sette balconi, tra cui spicca quello centrale del piano nobile. Gravemente lesionato dal sisma del 23 novembre 1980, il palazzo negli anni successivi è stato oggetto di restauro.

https://www.destinazionematera.info/Musei-e-Architettura/Palazzo-Materi.html

La città del presepe

Il Palazzo Materi ospita uno dei capolavori di Francesco Artese, maestro della scuola presepistica, che a Grassano è nato. In quest’opera il maestro lucano offre uno spaccato di vita quotidiana della sua terra.

http://www.comune.grassano.mt.it/

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