CENTRO DI RICERCA PER LO STUDIO DEL PENSIERO MERIDIONALISTICO

Sulle orme del lungo Ottocento meridionale

Pescopagano

La storia

Le origini di Pescopagano sono antichissime. La zona dove sorge attualmente l’abitato per molto tempo fu tormentata dalle guerre sannitiche, dalle spedizioni di Pirro, dalle guerre contro Annibale. Il territorio, all’indomani della caduta dell’impero romano, fu occupato dai Goti e poi dai Longobardi e più volte, tra il IX e il X secolo, dai Saraceni. A causa di queste numerose scorrerie gli abitanti di Conza si rifugiarono sulla rocca più alta, ideale da un punto di vista strategico. Il paese che si andò costituendo si chiamò Petra Pagana.

Appartenente alla contea di Balvano in epoca normanna, Pescopagano passò agli angioini; successivamente fu donato alla regina Sancha d’Aragona, che lo vendette a Mattia Gesualdo, alla cui famiglia appartenne fino all’eversione della feudalità.

A Pescopagano si concluse il tentativo, iniziato i primi giorni del novembre 1861, delle bande guidate da Carmine Crocco e José Borjes di conquistare Potenza. La resistenza incontrata dai cittadini, nonché l’arrivo delle milizie italiane, costrinsero Crocco a sciogliere il suo esercito e a rifugiarsi nei boschi di Monticchio.

Nel 1945 il paese fu attaccato sia delle truppe naziste che da quelle alleate; questi ultimi, nel tentativo di ostacolare la ritirata dei tedeschi, attuarono anche un massiccio bombardamento del paese.

Paese ad elevata sismicità, Pescopagano nel corso dei secoli è stata più volte colpita e distrutta da eventi di natura sismica, l’ultimo dei quali il 23 novembre 1980.

La Chiesa di San Leonardo

Tra i più antichi edifici di culto di Pescopagano, nel rione di “Basso la Terra”, si trova la chiesa di San Leonardo, che secondo alcune fonti era già centro di culto nel 1295. Questa chiesa apre le porte solo poche volte all’anno, precisamente per la festività dell’Immacolata Concezione.

La Chiesa di San Giovanni Battista

Antichissima è la chiesa di San Giovanni Battista, la cui iscrizione sul frontone indica la sua edificazione intorno all’anno 1000 (970). Dopo circa settecento anni il tetto fu distrutto e ricostruito. All’interno presenta un impianto settecentesco con abside e numerose tele dipinte ad olio, alcune delle quali provenienti dalle chiese distrutte di Pescopagano.

La Chiesa di Santa Maria Assunta

Molto antica è anche la chiesa madre del paese, dedicata a Santa Maria Assunta. Ben conservata prima del sisma del 1980, si sviluppava in più arcate con in fondo l’altare maggiore e due cappelle laterali per il culto del Santissimo Sacramento e di San Francesco di Paolo, patrono del paese.

Il santuario di Montemauro

Di particolare interesse, posto a circa 5 chilometri dal centro abitato di Pescopagano, è il santuario di Montemauro, a circa 1000 metri, sulla cima dell’omonimo monte. La chiesa, più volte restaurata, risalirebbe all’XI o XII secolo. Tutte le domeniche di maggio e fino al 15 agosto, il santuario è meta di un pellegrinaggio a piedi per onorare la Vergine.

I Palazzi

Nel centro storico di Pescopagano si possono notare numerosi edifici gentilizi costruiti nel Sette-Ottocento, di stile neoclassico, con portali in pietra dalle eleganti decorazioni. La maggior parte di queste strutture furono costruite dopo il terremoto del 1694, che rase al suolo Pescopagano. Tra i più interessanti si rivela Palazzo Pascale, costruito su un precedente complesso medievale. Degni di nota sono i due palazzi Laviano, uno dei quali disegnato dal Piacentini. Da menzionare anche il Palazzo Scioscia. Nei pressi di quest’ultimo si può ammirare anche la torre dell’orologio, la quale, costruita sull’antica Porta Sibilia, presenta in una nicchia il busto in pietra di Giano bifronte.

Il Palazzo del Municipio è un edificio moderno, costruito nel 1920. La facciata è stata in parte modificata dopo il restauro seguito al terremoto del 1980. Il palazzo si affaccia su una piazza in cui ci sono una scultura in marmo di Carrara della Madonna, il Monumento ai caduti, una fontana degli ultimi anni dell’Ottocento e un monumento dedicato a coloro che perirono durante il terremoto del 1980.

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